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Che cos’è il solfeggio? Do re mi, segni della mano e come usarlo


Per studenti e insegnanti: il solfeggio dà a ogni grado della scala un nome cantabile: do, re, mi, fa, sol, la, si. Scopri che cosa significa solfeggio, da dove viene, do fisso o do mobile, le sillabe cromatiche e minori, i segni della mano e gli esercizi per allenare l’orecchio.


Che cos’è il solfeggio?

Il solfeggio (chiamato anche solfège, solmisazione o solfa) è un sistema che dà a ogni nota di una scala una sillaba breve e cantabile:

Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do

In Italia queste sillabe sono anche i nomi delle note: do è il nome della nota C, re quello di D, e così via. Ma il solfeggio si può usare in due modi: come nomi fissi delle note, oppure come nomi dei gradi che cambiano con la tonalità. Il secondo modo è quello che allena davvero l’orecchio, perché ogni sillaba indica una posizione nella tonalità e ti insegna a sentire come le note si relazionano tra loro, non solo come si chiamano.

Il punto è proprio questo. Il solfeggio è un sistema di ear training. I cantanti lo usano per leggere a prima vista, gli insegnanti per insegnare l’intonazione, e strumentisti e autori per ricavare melodie a orecchio senza tirare a indovinare nota per nota.

La scala in solfeggio

Ecco la scala maggiore in solfeggio, in do maggiore:

Grado Sillaba Nome del grado Nota in do maggiore
1 Do Tonica do (C)
2 Re Sopratonica re (D)
3 Mi Mediante mi (E)
4 Fa Sottodominante fa (F)
5 Sol (o So) Dominante sol (G)
6 La Sopradominante la (A)
7 Si (o Ti) Sensibile si (B)
8 Do Tonica do (C)

Cantala salendo e scendendo e ottieni il "do re mi fa sol la si do" che quasi tutti hanno imparato a scuola o da Tutti insieme appassionatamente. Nei paesi anglofoni troverai anche "So" al posto di "Sol" (stessa nota, senza consonante finale per cantarla più facilmente) e "Ti" al posto di "Si".

Le distanze tra le sillabe seguono lo schema della scala maggiore: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono. I due semitoni stanno tra Mi e Fa, e tra Si e Do. Sono i due punti in cui la scala tira di più, ed è per questo che Si sembra voler risolvere verso Do.

Che cosa significa solfeggio? Un po’ di storia

La parola viene dalle sillabe stesse: "sol" più "fa", da cui l’italiano solfeggio e il francese solfège.

Il sistema nacque intorno al 1025 con Guido d’Arezzo, un monaco italiano che cercava un modo più rapido per insegnare nuovi canti ai cori. Usò un inno a san Giovanni Battista, Ut queant laxis, in cui ogni verso comincia un grado più in alto del precedente. La prima sillaba di ogni verso gli diede sei nomi di note:

Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La

Tre cambiamenti l’hanno trasformata nella scala che usiamo oggi:

  • Ut divenne Do nel Seicento, perché "ut" finisce con una consonante dura ed è scomodo da cantare. Il Do è di solito attribuito al teorico italiano Giovanni Battista Doni.
  • Si fu aggiunto come settima nota, dalle iniziali di "Sancte Iohannes" nell’ultimo verso dell’inno.
  • Si divenne Ti nei paesi di lingua inglese nell’Ottocento. Sarah Glover fece il cambio per il suo metodo Tonic Sol-fa, così che ogni sillaba iniziasse con una lettera diversa (Si si confondeva con Sol). John Curwen diffuse il metodo in Gran Bretagna e aggiunse i segni della mano.

L’Italia, gran parte dell’Europa e l’America Latina usano ancora Si.

Do fisso o do mobile

Ci sono due modi di usare il solfeggio, e funzionano in maniera molto diversa.

Do fisso

Con il do fisso, ogni sillaba è un nome di nota permanente. Do è sempre C, re è sempre D, mi è sempre E, in qualunque tonalità sia la musica. In pratica è un altro alfabeto per le stesse note.

È lo standard in Francia, Italia, Spagna, Portogallo, America Latina e Russia, dove "do" è semplicemente il nome di C. Se hai studiato solfeggio in conservatorio o a scuola di musica in Italia, il do fisso è quello che conosci. I conservatori di questi paesi lo allenano a livelli molto alti, ed è adatto a chi legge molta musica complessa e cromatica.

Do mobile

Con il do mobile, Do è sempre la tonica della tonalità in cui sei. In do maggiore, Do è do. In sol maggiore, Do è sol. In mi♭ maggiore, Do è mi♭. Le sillabe descrivono la funzione di ogni nota, non il suo nome.

È il sistema usato negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nella maggior parte dei paesi anglofoni e nel metodo Kodály. È il sistema migliore per l’ear training, perché Sol suona sempre come Sol: la stessa tensione, la stessa attrazione verso Do, in ogni tonalità.

Per un musicista italiano l’unica difficoltà è separare i due significati di "do": il nome della nota e il primo grado della scala. In questa guida le sillabe dei gradi hanno l’iniziale maiuscola (Do, Re, Mi) e i nomi delle note restano minuscoli (do, re, mi).

Quale imparare?

Do fisso Do mobile
Do significa Sempre C La tonica della tonalità
Le sillabe cambiano quando cambia la tonalità No Sì, cambiano i nomi delle note sotto
Ideale per Leggere partiture complesse, nominare altezze assolute Sentire le relazioni, trasporre, suonare a orecchio
Dove è lo standard Paesi di lingua romanza (Italia compresa), Russia USA, Regno Unito, didattica Kodály
Utile per suonare a orecchio Meno Sì

I due si completano. Usa il do fisso per leggere e nominare le note, e aggiungi il do mobile se vuoi migliorare l’orecchio, scrivere melodie o suonare a orecchio. Ogni melodia che impari diventa trasportabile: appena sai cantarla per gradi, puoi suonarla in qualsiasi tonalità. Il resto di questa guida usa il do mobile.

Solfeggio cromatico: diesis e bemolle

Le sette sillabe di base coprono solo le note della tonalità. Per le note esterne, il do mobile cambia la vocale: le note alzate prendono una "i", quelle abbassate prendono quasi sempre una "e". Re fa eccezione e scende a Ra.

Questo sistema cromatico viene dal do mobile anglofono. Usa Ti per il 7° grado, perché lì Si indica il 5° grado alzato (sol♯ in do). È proprio per questo che è stato inventato Ti. In questa sezione e nella successiva, il 7° grado si scrive quindi Ti.

Ascendente (diesis) Nota in do Discendente (bemolle) Nota in do
Do do Do do
Di do♯ Ti si
Re re Te si♭
Ri re♯ La la
Mi mi Le la♭
Fa fa Sol sol
Fi fa♯ Se sol♭
Sol sol Fa fa
Si sol♯ Mi mi
La la Me mi♭
Li la♯ Re re
Ti si Ra re♭
Do do Do do

Non esistono Mi alzato o Ti alzato, perché da Mi a Fa e da Ti a Do c’è già un semitono.

Non ti servono tutte il primo giorno. Le quattro che sentirai di più nel pop, nella musica elettronica e nell’hip hop sono Te (la 7ª minore, ovunque nel rock e nell’EDM), Me e Le (il colore minore preso in prestito nei brani in maggiore) e Fi (la 4ª aumentata delle melodie lidie e della musica da film).

Solfeggio per le scale minori

Nelle tonalità minori il do mobile si divide in due scuole.

Minore su La

La scala minore parte da La e usa le stesse sillabe della relativa maggiore. La minore e do maggiore condividono tutte le note, quindi la minore si canta La, Ti, Do, Re, Mi, Fa, Sol, La.

Minore su Do

La scala minore parte da Do, e il 3°, 6° e 7° grado vengono abbassati con sillabe cromatiche. La minore si canta Do, Re, Me, Fa, Sol, Le, Te, Do.

Grado Minore naturale su La Minore naturale su Do La minore
1 La Do la
2 Ti Re si
3 Do Me do
4 Re Fa re
5 Mi Sol mi
6 Fa Le fa
7 Sol Te sol
8 La Do la

Per la minore armonica, alza il 7° grado: Sol diventa Si nel sistema su La, e Te diventa Ti nel sistema su Do.

Il minore su La è più semplice per cominciare, perché bastano le sette sillabe di base. Il minore su Do ripaga più avanti. La maggior parte dei brani moderni mescola liberamente colori maggiori e minori, e il sistema su Do tiene la tonica su Do, così sai sempre dov’è casa.

I segni della mano nel solfeggio

I segni della mano, spesso chiamati segni di Curwen, danno a ogni sillaba una forma fisica. John Curwen li introdusse negli anni Settanta dell’Ottocento e il metodo Kodály li rese uno standard nelle lezioni di musica.

Sillaba Segno della mano
Do Pugno chiuso, tenuto orizzontale davanti a te
Re Mano piatta, palmo in giù, inclinata verso l’alto in diagonale
Mi Mano piatta, palmo in giù, tenuta orizzontale
Fa Pugno con il pollice rivolto in giù
Sol Mano piatta, palmo verso il corpo, tenuta orizzontale
La Mano rilassata, palmo in giù, dita cadenti
Si (Ti) Pugno con l’indice rivolto in alto in diagonale
Do acuto Di nuovo il pugno chiuso, all’altezza degli occhi

I segni si dispongono anche in altezza. Il Do grave sta all’altezza della vita e ogni segno sale un po’ con la scala, così il Do acuto arriva vicino alla fronte. La tua mano disegna la melodia nell’aria mentre canti.

Le forme non sono casuali. Si punta in alto perché vuole risolvere su Do. Il pollice di Fa punta in basso perché Fa vuole scendere a Mi. Re e La hanno forme che si piegano verso le note vicine. Fare il segno mentre canti lega suono, forma e attrazione di ogni nota, ed è per questo che i segni aiutano così tanto l’intonazione.

Il solfeggio e gli accordi

Il solfeggio non serve solo per le melodie. Sovrapponi una sillaba sì e una no e ottieni gli accordi della tonalità:

Accordo Numero romano Solfeggio In do maggiore
Tonica I Do, Mi, Sol do maggiore
Sopratonica ii Re, Fa, La re minore
Mediante iii Mi, Sol, Si mi minore
Sottodominante IV Fa, La, Do fa maggiore
Dominante V Sol, Si, Re sol maggiore
Sopradominante vi La, Do, Mi la minore
Sensibile vii° Si, Re, Fa si diminuito

Questo è utile in due direzioni. Quando senti una melodia che poggia su Do, Mi e Sol, sai che l’accordo sotto è probabilmente il I. Quando scrivi su un giro di accordi, sai quali sillabe suoneranno stabili. Una melodia che si posa su La, Do o Mi sopra l’accordo di vi suonerà distesa; posarsi su Si suonerà tesa.

Per esercitarti, suona un giro semplice come I, IV, V, I su una tastiera. Canta la fondamentale di ogni accordo in solfeggio, poi l’intera triade: Do, Mi, Sol; Fa, La, Do; Sol, Si, Re; Do, Mi, Sol.

Perché il solfeggio funziona per l’ear training

Nel do mobile ogni sillaba ha una sensazione costante, ed è tutto qui il trucco:

  • Do sa di casa, del tutto stabile.
  • Mi è stabile ma più luminoso.
  • Sol è forte e aperto.
  • Re e La danno l’idea di movimento.
  • Fa pende verso Mi, sotto.
  • Si tira forte verso Do, sopra.

Quando hai cantato quelle sillabe abbastanza, smetti di sentire "una nota" e inizi a sentire "quello è Sol". È esattamente ciò che serve per trascrivere una melodia, cantare armonie o suonare un brano sentito una volta sola.

Rende concreti anche gli intervalli. Da Do a Sol c’è una quinta giusta. Da Do a Mi una terza maggiore. Da Mi a Fa un semitono. Ogni intervallo noto ha una forma in solfeggio che puoi sentire. Il training sugli intervalli e il solfeggio costruiscono la stessa abilità da due lati.

Il solfeggio per strumentisti e autori

Molti incontrano il solfeggio in un coro, ma è altrettanto utile anche se non canti mai in pubblico.

Suonare a orecchio. Se sai ricantare una melodia in do mobile, conosci già i suoi gradi. Trova Do sul tuo strumento e le altre note seguono, in qualsiasi tonalità.

Scrivere melodie più in fretta. Canticchia un’idea, ricantala in solfeggio e sai esattamente quali note scrivere o suonare. Basta cercare nota per nota.

Trovare la tonalità a orecchio. Canta la nota su cui la melodia vuole finire. Di solito è Do, e una volta trovato Do hai la tonalità.

Leggere la musica con più scioltezza. Il solfeggio collega i punti sul pentagramma al suono che hai in testa. Quando sai nominare le note della chiave di basso e della chiave di violino, cantarle in solfeggio ti dice come devono suonare prima di suonarle.

Insegnare il solfeggio

Per gli insegnanti, il solfeggio è uno dei modi più efficaci per sviluppare la musicalità di una classe. Alcune cose che funzionano bene:

  • Comincia con tre note. Sol, Mi e La (la cantilena di presa in giro del cortile, "na na na na na") sono più facili per gli studenti piccoli della scala intera.
  • Usa i segni della mano dal primo giorno. Ti danno un modo silenzioso per guidare la classe e mostrano chi sente l’altezza e chi tira a indovinare.
  • Scegli un sistema e mantienilo. Passare dal do fisso al do mobile a metà anno confonde gli studenti. In Italia la didattica si basa soprattutto sul do fisso; la maggior parte delle scuole anglofone usa il do mobile.
  • Alterna canto e ascolto. Gli studenti imparano più in fretta quando devono anche riconoscere le sillabe che sentono, non solo cantare quelle che vedono.

Auris per le scuole offre agli insegnanti esercizi di ear training pronti all’uso e il monitoraggio dei progressi della classe, così gli studenti possono allenare l’ascolto a casa tra una lezione e l’altra.

Come imparare il solfeggio: 5 esercizi

Falli in ordine. Dieci minuti al giorno valgono più di un’ora una volta a settimana.

  1. Canta la scala maggiore in salita e in discesa. Suona un do sulla tastiera, canta Do, poi sali fino al Do acuto e torna giù. Controllati sulla tastiera in cima e in fondo. Aggiungi i segni della mano quando le sillabe ti vengono naturali.
  2. Canta la triade di tonica. Do, Mi, Sol, Mi, Do. Poi Do, Mi, Sol, Do acuto, Sol, Mi, Do. Così fissi le tre note più stabili della tonalità.
  3. Salta nella scala. Do, Mi, Re, Fa, Mi, Sol, Fa, La, Sol, Si, La, Do acuto. Poi prova Do a Sol, Do a La, Do a Fa: salti che si allontanano da casa e ritornano.
  4. Canta canzoni che conosci già. "Brilla brilla la stellina" comincia Do, Do, Sol, Sol, La, La, Sol. L’"Inno alla gioia" comincia Mi, Mi, Fa, Sol, Sol, Fa, Mi, Re. "Tanti auguri a te" comincia Sol, Sol, La, Sol, Do, Si. Il resto di ognuna ricavalo da solo.
  5. Dettato. Chiedi a qualcuno, o a un’app, di suonare una breve melodia di tre-cinque note che parta da Do. Ricantala in solfeggio prima di guardare la risposta. È l’esercizio che costruisce davvero l’orecchio, e quello che quasi tutti saltano.

Il quinto esercizio è difficile da fare da soli, perché serve qualcosa che ti suoni le melodie e controlli le risposte. Le app di ear training servono proprio a questo.

Allena il solfeggio con Auris

Conoscere le sillabe è la teoria. Sentirle è l’abilità, e arriva solo con un ascolto regolare: sentire una nota nel suo contesto e nominarla prima di vedere la risposta.

Auris ti permette di allenare esattamente questo, con le risposte mostrate in solfeggio. Nelle impostazioni puoi scegliere do mobile, oppure do mobile con minore su La, così gli esercizi usano lo stesso sistema visto sopra. Gli esercizi che sviluppano il solfeggio più direttamente:

  • Harmonic Context: senti una nota in una tonalità e nomina il suo grado. È l’abilità centrale del solfeggio.
  • Melodic Dictation: senti una breve melodia e trascrivila, l’esercizio che quasi tutti saltano quando si allenano da soli.
  • Interval Recognition: senti due note e nomina la distanza, così Do a Sol o Mi a Fa diventa immediato.
  • Scale and Chord Recognition: senti la differenza tra maggiore e minore, e tra gli accordi della tonalità.

I livelli diventano più difficili man mano che migliori, e con un account gratuito i tuoi progressi vengono salvati, così vedi come si sviluppa il tuo orecchio.

Inizia con qualche esercizio per allenare l’orecchio.

FAQ

Quali sono le 7 sillabe del solfeggio?

Do, Re, Mi, Fa, Sol, La e Si. L’ottava nota della scala è di nuovo Do, un’ottava sopra.

Si dice Si o Ti?

Entrambe sono corrette. Si si usa in Italia, nella maggior parte d’Europa e in America Latina; Ti nei paesi anglofoni. Ti è stato introdotto perché ogni sillaba iniziasse con una lettera diversa, e nel do mobile cromatico lascia Si libero per il 5° grado alzato.

Si dice So o Sol?

È la stessa nota. Sol è la forma originale; molti insegnanti anglofoni usano So perché finisce in vocale ed è più facile da cantare.

Che differenza c’è tra solfeggio e solfège?

Nessuna. Solfeggio è il nome italiano e solfège quello francese dello stesso sistema. Si usano anche solfa e solmisazione.

Meglio imparare il do fisso o il do mobile?

In Italia il do fisso ti serve comunque per leggere e nominare le note, perché do è il nome di C. Per l’ear training, per suonare a orecchio o per comporre, aggiungi il do mobile: ti fa sentire i gradi invece delle altezze assolute.

Qual è il solfeggio di una scala minore?

Minore su La: La, Ti, Do, Re, Mi, Fa, Sol, La. Minore su Do: Do, Re, Me, Fa, Sol, Le, Te, Do. Entrambi descrivono le stesse note; cambia quale sillaba è considerata casa.

Quali sono le sillabe per diesis e bemolle?

Le note alzate passano alla vocale "i": Di, Ri, Fi, Si, Li. Le note abbassate passano alla vocale "e": Te, Le, Se, Me, e Re abbassato diventa Ra.

Serve il solfeggio se suoni uno strumento?

Aiuta. Gli strumentisti che sanno cantare una melodia in solfeggio imparano i brani più in fretta, traspongono più facilmente e suonano a orecchio in modo più affidabile, perché sentono i gradi della scala e non solo le posizioni delle dita.

Quanto tempo ci vuole per imparare il solfeggio?

La maggior parte delle persone riesce a cantare la scala maggiore e melodie semplici in solfeggio dopo un paio di settimane di pratica quotidiana. Sentire e nominare le sillabe in modo affidabile da una registrazione richiede un esercizio regolare di dettato per un periodo più lungo.